Superbonus 110%

Tutto quello che bisogna sapere

I dispositivi contenuti nel decreto Rilancio relativi al mondo dell’edilizia con superbonus 110%, sismabonus 110%, ecobonus 110% hanno creato alla lunga molte illusioni sulla possibilità di ristrutturare la propria abitazione o il condominio che vanno debitamente valutate e in certi casi, ridimensionate.

Il bonus al 110% ha una precisa valenza di efficientamento energetico e può essere utilizzato in vari modi: 

Nei condomini in cui non è possibile effettuare gli interventi, la detrazione si applica anche alla singola unità immobiliare. I lavori devono migliorare di due classi energetiche le condizioni dell’edificio o di una sola nel caso in cui non sia possibile un maggiore incremento.

Il dl Rilancio ammette una detrazione del 110% per una vasta gamma di lavori eseguiti dal 1° luglio 2020 e al 31 dicembre 2021, ripartibile in 5 anni, e non più 10, anche con possibilità di cedere il credito o avere lo sconto in fattura.

Superbonus 110%, detrazioni a favore di chi?

Per quanto siano stati i provvedimenti del governo tra i più apprezzati per ravvivare l’economia italiana dopo il lockdown, proprio questa necessità ha portato forse a eccessivi entusiasmi sulle possibili aperture di credito dei provvedimenti stessi.

Superbonus 110%: facciamo il punto

Il “Decreto Rilancio” deve innanzitutto essere approvato e convertito in legge, solo allora potrà partire in piena operatività.

Dovranno essere approvati i decreti attuativi al fine di definire i requisiti tecnici indicati al comma 3-ter dell’articolo 14 del decreto legge 4 giugno 2013 e soprattutto i progettisti dovranno rispettarli rigorosamente al fine di ottenere l’accesso al superbonus. L’obbligo di trovarsi in regola con i controlli che verranno eseguiti a campione dall’ENEA e dagli altri organismi di controllo è fondamentale per una corretta esecuzione dei lavori che in caso contrario, potrebbero essere interrotti bruscamente.

Sono ancora da definire da parte del Ministero dello Sviluppo Economico le regolamentazioni per la trasmissione delle asseverazioni che verranno rilasciate telematicamente dai professionisti incaricati alle autorità competenti (Regioni, ENEA o le province autonome).

Dovranno essere emanate le direttive che indicano e definiscono le regole per la trasmissione e l’ottenimento del “visto” di conformità della procedura in corso. 

Cos’è il visto di conformità?

Questo “visto” dovrà essere rilasciato da commercialisti e CAF e sarà il via libera per poter richiedere la cessione del credito a istituti di credito e altri soggetti finanziari.

In assenza del “visto” che non è rilasciato in automatico, ma può non essere concesso per vizi o inadempienze procedurali, oppure per eventuali carenze di carattere fiscale e questa condizione non consentirebbe l’ottenimento del credito.  

Superbonus 110%: cosa sono i criteri ambientali minimi

Una delle condizioni per poter accedere alla detrazione del 110% in base al comma1, lettera A, in base all’articolo 119 del Decreto Rilancio sono indicati gli obblighi di usare materiali che rispettino i “criteri ambientali minimi” detti anche CAM, e questo potrà essere ottenuto tramite l’attestazione da parte di un professionista che abbia seguito la pratica.

Superbonus 110%: cosa devono fare i condomini

La mossa fondamentale per i condomini è quella di ingaggiare un professionista esperto che effettui la diagnosi energetica dell’edificio, per verificare le caratteristiche e le criticità dei singoli appartamenti per definire velocemente e con efficacia se esistono le condizioni per acdedere al superbonus e   disporre la pratica necessaria.

Superbonus 110% il ruolo di architetti e ingegneri

Quali sono i compiti dei soggetti dedicati (architetti e ingegneri):

APE da realizzare prima e dopo i lavori relativa a tutte le unità immobiliari annesse al condominio per rilevare con precisione la classificazione energetica raggiunta al termine dei lavori in base alla necessità che il risultato indichi il raggiungimento di due classi energetiche superiori o altrimenti la classe energetica più alta. I controlli di conformità di queste operazioni avvengono regolarmente.

Un elemento fondamentale è la necessità che i professionisti siano dotati di polizza professionale con un massimale non inferiore di 500 mila euro. 

Superbonus 110%, la cessione del credito: pro e contro

La cessione del credito, secondo il governo, dovrebbe consentire al condominio incapiente che rientri nel regime fiscale forfettario oppure non sia in grado di pagare le spese, di cedere il proprio credito fiscale che è al 110% dei costi dei lavori alla ditta appaltatrice, al fornitore o alla banca interessata che potrebbe essere la propria. Il credito può essere ceduto anche ai fornitori di materiali.

Un’operazione che può incontrare le difficoltà dell’impresa che potrebbe non essere in grado di anticipare la somma totale. Anche per le banche possono insorgere problematiche legate a una non corretta esecuzione dei lavori che comporterebbe il ritiro del credito da parte dell’Agenzia delle Entrate con interessi e sanzioni verso il cessionrio del credito e conseguente difficoltà anche per l’istituto di credito.

Unica soluzione: affidarsi a professionisti del settore

Tutto quanto detto anche sulla base dei rischi altissimi nell’eventualità di una non corretta esecuzione delle pratiche e del rispetto della complessità burocratica di queste operazioni impone di non affidarsi a chiunque, ma a professionisti che abbiano già esperienza nel settore. La cessione del credito, poi, porterebbe al coinvolgimento di altri soggetti con il rischio di deprecabili “effetti a catena” certamente non augurabili. 

Resta il fatto che questi dispositivi restano occasioni assolutamente propizie di cui approfittare in un momento così delicato per l’economia italiana. 

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