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Sanità e intelligenza artificiale: le opportunità

Mai come in questo periodo la necessità di diagnosi veloci, di accesso rapido a enormi quantità di dati, di rapide analisi di flussi di informazioni provenienti da diverse fonti è stata sentita come una priorità nel mondo della sanità mondiale. La diffusione del Coronavirus ha messo alla prova le difficoltà di contenimento dei singoli paesi e costretto a verificare modalità non sempre tempestive di intervento. Con molta certezza questa pandemia segnerà anche un deciso passaggio verso forme di gestione del dato fondate sull’intelligenza artificiale.

Si è calcolato recentemente che ogni giorno il mondo della sanità mondiale produce 3 quintilioni di byte, un’immensa quantità di dati che è materia fertile per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Il tasso di crescita dell’utilizzo dell’AI è calcolata del 50,2% da qui al 2025 passando dai 2,1 miliardi di dollari del 2018 a 36,1 miliardi di dollari.

La possibilità e la capacità di estrarre informazioni e dedurre modelli predittivi di grandi volumi di dati, immagini mediche, statistiche epidemiologiche e altri elementi può in prospettiva fornire un potenziale enorme per supportare i medici nell’elaborare le diagnosi, prevedere le diffusioni delle malattie  personalizzando il più possibile i percorsi di cura.

Le applicazioni dell’AI in sanità sono molteplici dalla gestione dei dati dei fascicoli usati per finalità cliniche ai big data disgregati, anonimizzati, inseriti e utilizzati a scopo di ricerca. A questa attività più burocratica corrisponde parallelamente quella di attività diverse nell’ambito chirurgico (fotografie in 3d di esplorazioni pre-operatorie, attività di robotica automatizzata di diversa natura etc.)

Andiamo a vedere quali sono le possibili applicazioni dell’AI in sanità:

  • Politiche di prevenzione sanitaria predittive, più mirate e personalizzate
  • Anticipare le richieste di assistenza
  • Una migliore e più accurata rilevazione dei sintomi
  • Utilizzo automatizzato dei risultati delle analisi (immagini, analisi di laboratorio, etc.)
  • Formulare piani di cura o protocolli personalizzati
  • Analizzare le rilevazioni degli effetti collaterali dei trattamenti
  • Anticipare situazioni di emergenza e calcolare i tassi di riammissione alle strutture
  • Prevedere la diffusione di una patologia e facilitare il coordinamento dei team di assistenza

Sinteticamente, l’intelligenza artificiale apre la strada alla possibilità di velocità impensabili sinora. Sarà più facile avere delle diagnosi, tramite l’individuazione di pre-sintomi o predisposizione a contrarre una determinata malattia.

Diventa possibile anche stimare i costi dei ricoveri per patologie critiche e monitorare l’impatto di possibili campagne di prevenzione.

Ad esempio, con la lettura automatica delle immagini i radiologi hanno la possibilità di concentrarsi solo sull’interpretazione di patologie complesse. Ci sarà, quindi, una naturale velocizzazione sui tempi di esecuzione degli esami e delle relative cure.

AI per diagnostica e chirurgia

Esistono anche altri settori che stanno traendo vantaggio dalle possibili applicazioni dell’AI come la cardiologia, in cui vengono sviluppati nuovi servizi di interpretazione dell’elettrocardiogramma basati su software. Si tratta di un processo attuabile grazie agli algoritmi che si basano sull’apprendimento automatico dal flusso di dati che provengono dagli esami.

Le evoluzioni dell’AI aprono prospettive anche sull’ambito chirurgico. La possibilità di suturare microscopicamente piccoli vasi sanguigni, difficilmente riscontrabili a occhio nudo è una delle applicazioni possibili. Il robot è in grado di replicare i movimenti della mano del chirurgo su una scala in miniatura. Applicazioni di questo genere, in futuro, potrebbero trovare ancora più ampie possibilità di utilizzo.

È anche possibile la contrazione dei costi e nella velocizzazione delle attività amministrative e burocratiche, ma per questo occorre una radicale formazione del personale.

AI e privacy nella sanità

I sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio, come il riconoscimento facciale, dovranno essere trasparenti, tracciabili e garantire il controllo umano in settori sensibili come salute, polizia e trasporti. Il personale deve, quindi, essere qualificato per affrontare un’”ondata” di tecnologia molto importante.

Queste innovazioni di carattere innovativo in ambito medicale sanitario (più facilmente nel privato) rientra nei termini ammessi dal nuovo credito d’imposta. Un centro specializzato in diagnostica o una clinica privata particolarmente performativa nell’ambito chirurgico possono guardare a possibili investimenti in questo settore.

Il credito d’imposta, infatti, avrà una percentuale del 40% o del 20% del costo, in base all’importo dell’investimento (inferiore ai 2,5 di euro nel primo caso e sopra ai 2,5 nel secondo) per gli investimenti materiali Industria 4.0. 15% del costo, per gli investimenti in servizi e software digitali e 6% per gli investimenti in beni diversi dai precedenti.

Innovazione e legge di bilancio 2020

Il Bonus ricerca viene fortemente ridimensionato al 12% e nel limite dei 3 milioni di euro. Ci sarà, però, una maggiore estensione agli investimenti in innovazione e design al 6% nei limiti di 1,5 milioni di euro.

La formazione del personale sia quello medico specializzato, ma anche quello paramedico e amministrativo è centrale in questo caso. Le operatività sanitarie che hanno, ovviamente, delle prassi collaudatissime, con l’AI devono subire profonde modifiche, basandosi su altre prospettive di analisi dei dati a disposizione. Nel Bonus formazione 4.0 del 2020  l’eliminazione dell’accordo sindacale e l’introduzione di una maggiorazione del 60% per le attività rivolte a lavoratori svantaggiati e ultra svantaggiati (50% per le piccole imprese, 40% per le medie imprese e e 30% per le piccole)  rende questi sgravi fiscali più facilmente accessibili.

Una condizione fondamentale dettata dalle condizioni imposte dall’innovazione tecnologica e dalla necessità di una formazione necessariamente continua.

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