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Transizione 4.0: arrivano gli aiuti alle imprese

Importanti novità dal Governo che rafforza gli incentivi in termini di detrazioni fiscali per difendere l’assetto industriale italiano spingendo verso innovazione e tecnologia.

Transizione 4.0: le principali novità

Sono queste le principali novità che prevede la bozza di legge di bilancio per il piano Transizione 4.0, che ha incassato ieri il via libera del Consiglio dei ministri. Andiamo con ordine.

Credito imposta investimenti 4.0


Per gli investimenti effettuati a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021, il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 50% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 mln di euro. La percentuale scende al 30% del costo per la quota di investimenti superiori a 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro. Cala ulteriormente al 10% del costo per la quota di investimenti superiori a 10 milioni e fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

Investimenti nel 2022

Per gli investimenti effettuati nel 2022, il credito d’imposta scende al 40 per cento del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro. Al 20% del costo, per la quota di investimenti superiori a 2,5 milioni e a 10 milioni di euro e nella misura del 10% del costo, per la quota di investimenti superiori a 10 milioni e fino al limite massimo di costi pari a 20 milioni di euro.

A chi non spetta l’agevolazione?

L’agevolazione non spetta alle imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, o altra procedura concorsuale. Non spetta alle imprese, che abbiano in corso un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni. Sono, inoltre, escluse le imprese destinatarie di sanzioni interdittive.

Le normative da rispettare

La spettanza del beneficio è subordinata alla condizione del rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Nello stesso modo nel corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.
Per promuovere un avanzamento digitale delle imprese italiane, anche attraverso il ricorso a software, sistemi, piattaforme e applicazioni non riconducibili al processo di «Trasformazione 4.0», vengono inclusi nell’ambito oggettivo di applicazione dell’agevolazione gli investimenti in nuovi beni strumentali immateriali, anche diversi da quelli elencati nell’allegato B annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232.

Credito imposta investimenti ordinari

Sale la misura dell’agevolazione per i beni strumentali materiali e immateriali non inclusi negli allegati A e B effettuati a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021. Il credito d’imposta spetta nella misura del 10% per gli investimenti fino a un limite di 2 milioni di euro per i beni materiali e fino a un limite di un milione di euro per i beni immateriali.

Aumenta il credito per i beni strumentali

Il medesimo comma, inoltre, introduce e aumenta la misura del credito d’imposta al 15% per gli investimenti in beni strumentali, sia materiali sia immateriali. Tali beni sono destinati all’organizzazione di forme di lavoro agile effettuati nel medesimo periodo. Anche in questo caso la maggiorazione vale fino a 31 dicembre 2021. La bozza prevede che i beni strumentali materiali e immateriali non inclusi negli allegati A e B 11 dicembre 2016, n. 232, effettuati a decorrere dal 1° gennaio 2022, il credito d’imposta spetta nella misura del 6%,

Quando è fruibile il credito?

Il credito d’imposta è fruibile in compensazione a decorrere dall’anno di entrata in funzione dei beni per gli investimenti ordinari. Ciò vuol dire a decorrere dall’anno di avvenuta interconnessione con i beni 4.0. La bozza di legge di bilancio riduce a tre le quote annuali di fruizione del contributo. Per i soggetti con un volume di ricavi o compensi inferiori a 5 milioni di euro esiste la possibilità di utilizzare il credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali materiali, in un’unica quota annuale. Resta confermato che nel caso in cui l’interconnessione dei beni avvenga in un periodo d’imposta successivo a quello della loro entrata in funzione, le imprese possono iniziare a fruire del credito d’imposta del 10%.

Credito imposta ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica


Si proroga il credito d’imposta per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e altre attività innovative. Sono anche ritarate le misure delle agevolazioni. Viene maggiorato il credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo dal 12 al 20%. Previsto anche un aumento dell’ammontare massimo di beneficio spettante che passa da 3 a 4 milioni di euro. Il credito d’imposta per investimenti in innovazione tecnologica e in design e ideazione estetica viene aumentato e passa da un contributo del 6 al 10%.

Aumento benefici per innovazione tecnologica

La bozza prevede anche un aumento dell’ammontare massimo del beneficio spettante da 1,5 a 2 milioni di euro. per l’innovazione tecnologica finalizzata alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0 è previsto un incremento del credito d’imposta. Si passa dal 10 al 15% per gli interventi. L’aumento del massimale del credito d’imposta spettante sale da 1,5 a 2 milioni di euro.

Credito d’imposta formazione 4.0


Si ampliano costi ammissibili al credito d’imposta. Vengono ammesse all’agevolazione le spese di personale dedicate ai formatori per le ore di partecipazione alle lezioni di formazione. Ammesse anche i costi di esercizio relativi a formatori e partecipanti alla formazione direttamente connessi al progetto stesso. Sono quindi ammesse le spese di viaggio, i materiali e le forniture con attinenza diretta al progetto. E’ ammesso anche l’ammortamento degli strumenti e delle attrezzature per la quota da riferire al loro uso esclusivo per il progetto di formazione. Restano escluse le spese di alloggio, ad eccezione delle spese di alloggio minime necessarie per i partecipanti che sono lavoratori con disabilità. Ammessi anche i costi dei servizi di consulenza legati al progetto di formazione, le spese di personale relative ai partecipanti alla formazione e le spese generali indirette.

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